''L'alterazione della funzione gustativa si chiama disgeusia; le sue cause sono molteplici e possono essere sia congenite che acquisite. Le malformazioni congenite possono manifestarsi con l'assenza totale di tutti i recettori gustativi come nella sindrome di riley-day oppure con l'assenza dei recettori gustativi solamente in alcune zone della lingua, condizione che non provoca disturbi rilevanti perché la percezione della sensazione gustativa viene compensata dall'attività delle altre aree della lingua fisiologicamente efficienti.''
da
it.health.yahoo.net
''L'asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree (bronchi) nella quale giocano un ruolo numerose cellule, in particolare i mastociti, gli eosinofili i linfociti t. Nei soggetti predisposti questa infiammazione provoca episodi ricorrenti di respiro sibilante, difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica e tosse. Questi sintomi sono di solito associati con diffusa ma variabile broncoostruzione reversibile dopo terapia con broncodilatatori o spontaneamente. L'infiammazione provoca anche un aumento della risposta delle vie aeree a numerosi stimoli più o meno specifici.''
da wikipedia it.wikipedia.org
''La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno - nota anche come osas, acronimo inglese per obstructive sleep apnea syndrome - è un sotto-tipo della "sindrome delle apnee nel sonno", caratterizzata da ripetuti episodi di completa e/o parziale e/o prolungata ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, normalmente associati ad una riduzione della saturazione di ossigeno nel sangue.''
da wikipedia
it.wikipedia.org
''La diminuzione o l'assenza dell'olfatto viene definita iposmia o anosmia . Le cause che possono produrre questo sintomo sono molteplici, per semplicità possiamo ridurle a due gruppi. Un primo è quello delle cause ostruttive, in cui gli odori non riescono a raggiungere l'area olfattiva, posta nella parte superiore del naso. Il secondo gruppo è quello in cui c'è un danno delle cellule olfattive o delle strutture nervose dietro ad esse (nervo olfattivo o area cerebrale olfattiva), ed è quello delle cause neurosensoriali.''
da
iposmia.blogspot.com
''Con il termine cefalea si intende il dolore al capo presente in molte malattie febbrili, infettive e nervose, oppure presente di per sé, come sintomo isolato. Il mal di testa è probabilmente uno dei disturbi più comuni , ma spesso rappresenta un problema sia per il medico che per il paziente, perché generalmente è un sintomo provocato da innumerevoli disfunzioni. Le cause possono essere ricercate in malattie degli occhi, del naso, delle orecchie, delle strutture intracraniche che coinvolgono il cervello.''
da www.benessere.com
''La respirazione avviene fisiologicamente attraverso il naso. Si russa quando l'aria inspirata non riesce a passare agevolmente attraverso naso e gola. Dormendo, infatti, il tessuto molle che riveste l'orofaringe si rilassa provocandone il restringimento che ostacola il passaggio dell'aria. La vibrazione dei tessuti al passaggio forzato dell'aria è responsabile del tipico rumore. In caso di congestione nasale (ad es. Per una rinite allergica o un raffreddore) il russamento può essere determinato da un ostacolo al flusso dell'aria attraverso le cavità nasali o dalla respirazione attraverso la bocca, attuata per compensare la congestione nasale, che aumenta la turbolenza dell'aria inspirata. L'ingrossamento di tonsille e adenoidi, così come alcuni difetti anatomici (es. Deviazione del setto nasale, una morfologia particolare dell'ugula, tessuto molle particolarmente spesso e rilassato) possono rappresentare ulteriori cause di roncopatia, in questo caso tuttavia, persistenti.''
da
www.saninforma.it
''La sinusite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, delle mucose dei seni paranasali, che può essere accompagnata da un processo infettivo primario o secondario. In caso di sinusite, la mucosa infiammata aumenta il proprio volume, determinando un restringimento degli osti di comunicazione tra seni paranasali e cavità nasali. Questo dà origine ad un ristagno del muco all'interno dei seni, che diviene un sito ideale per la crescita di batteri giunti dalle cavità nasali o dalla cavità orofaringea. Si determina così una sovrapposizione tra infiammazione (che può essere di varia origine, ad esempio allergica) ed infezione.''
da wikipedia it.wikipedia.org
''L'inquinamento, il fumo, le infezioni virali e batteriche possono alterare il normale funzionamento del naso provocando un aumento della secrezione di muco o un incremento della sua consistenza con la formazione di crosticine. Nel primo casi si avrà il "naso colante", nel secondo il "naso chiuso" o "naso tappato". Il contatto diretto e prolungato di virus e batteri con la mucosa nasale può provocare processi infettivi acuti e cronici delle prime vie aeree. I principali sono i seguenti:rinite, rinofaringite, sinusite e otite.''
da www.automedicazione.it
''Con l'età, la membrana mucosa diventa più sottile, il numero e le dimensioni delle fibre elastiche e la quantità di tessuto sottomucoso diminuiscono, si osserva atrofia delle strutture muco-secernenti, con conseguente produzione di muco ridotta e secchezza nasale.''
da
www.msd-italia.it
''La rinorrea, comunemente indicata con la dicitura "naso che cola", è un sintomo del raffreddore e di varie allergie (raffreddore da fieno). Il termine indica un'eccessiva produzione di muco da parte del naso dovuta ad irritazioni o infezioni. La parola deriva dalla parola greca "rhinos" che significa "naso" e "reo" che significa "scorro". La rinorrea è un tipico sintomo delle riniti allergiche, spesso si manifesta insieme all'irritamento degli occhi e/o della gola, con mal di testa, sintomi preceduti in genere da disturbi nervosi che incidono sul comportamento dell'individuo.''
da wikipedia it.wikipedia.org
''Il raffreddore è una rinofaringite acuta virale causata per la maggioranza dei casi dagli antigeni del picornaviridae virus. È un'affezione infettiva, generalmente non grave, delle prime vie respiratorie e in particolare del naso e della gola. I sintomi del raffreddore comune comprendono starnuti, produzione abbondante di muco, congestione nasale; catarro e mal di gola; tosse; mal di testa; sensazione di stanchezza. Si tratta della malattia umana più comune; infetta gli adulti in media 2-4 volte l'anno e i ragazzi in età scolare fino a 12 volte l'anno.''
da wikipedia it.wikipedia.org
''La congestione nasale cronica (comunemente conosciuta come ''difficoltà respiratoria nasale'')
rappresenta un disturbo relativamente comune nella popolazione adulta. Essa determina una difficoltà a respirare attraverso il naso: il paziente è così costretto a respirare attraverso la bocca con conseguente eccessiva secchezza e compromissione della qualità del sonno. L'ostruzione, che tutti prima o poi hanno sperimentato in occasione di un banale raffreddore, può rappresentare la conseguenza di diverse condizioni; le cause più importanti sono rappresentate da un eccessivo ispessimento (ipertrofia) della mucosa che riveste i turbinati, particolari strutture ossee presenti nel naso, da una deviazione del setto nasale o dalla presenza di polipi.''
da www.ambulatorio.com
La ridondanza è il concetto secondo cui ad un'auto col circuito idraulico dei freni in avaria si evita lo scontro per lo sdoppiamento dello stesso circuito, o a posizionare due batterie al posto di una. La ridondanza nei punti più sensibili delle attività o delle funzioni più delicate offre una maggiore sicurezza e quindi un maggiore tranquillità. Ecco perché Paolo Gottarelli applica la ridondanza alla rinosettoplastica, riducendo drasticamente i rischi di complicazioni e recidiva nel decorso post-operatorio. Invece di limitarsi a irrobustire la punta nasale, vi si applica un piccolo frammento di cartilagine prelevato dal setto stesso, chiamato da Gottarelli “dispositivo anti caduta della punta”. Ed ancora, se il setto cartilagineo è molto distorto, viene mantenuto in posizione corretta accoppiandolo ad un tutore cartilagineo; dove potrebbe bastare un solo punto di sutura ne vengono apposti due; anche per un intervento sotto i 90 minuti di durata vengono riscaldati gli arti del Paziente e posizionate sempre calze elastiche antitrombo.Gli esempi potrebbero proseguire, ma quel che è importante rilevare è l'applicazione, da parte di Gottarelli, di regole prese in prestito da altre attività a questa materia così delicata, riuscendo nell'intento di aumentare drasticamente la qualità del risultato.
La ferrea attenzione a ognuna delle 40 fasi intraoperatorie ha consentito a Gottarelli di organizzarle in una “catena” priva di anelli deboli, con risultati di grande rilievo: l'abbattimento del dolore, la quasi totale eliminazione delle infezioni e delle emorragie, l'eliminazione dei tamponi endonasali, la drastica riduzione della possibilità di recidive delle deviazioni delle cartilagini del setto, della discesa del setto stesso, della discesa della punta del naso. Soprattutto, grazie alla M.I.T.- Modified Inferior Turbinoplasty di Gottarelli si è potuta raggiungere la totale eliminazione delle recidive nell'ipertrofia dei turbinati inferiori. Nei casi più complessi di deviazioni settali in nasi post-traumatici, con ipertrofia dei turbinati associata a sinusiti, Gottarelli è riuscito a curare tutte queste strutture con un solo intervento chirurgico, riducendo così non solo i disagi per il Paziente, ma aumentando le possibilità di guarigione e riducendo le recidive.
Altro fattore di vitale importanza, per minimizzare l'errore in un intervento chirurgico al naso, è il rapporto umano che s'instaura fra chirurgo e Paziente. Gottarelli è convinto sia compito del chirurgo la preparazione ed educazione del Paziente, che dovrà farsi carico della corretta esecuzione delle istruzioni ricevute.
Il Paziente deve essere artefice della propria guarigione e non una controparte succube e passiva. Deve essere attivo e collaborante. La reciproca fiducia è pertanto alla base di un buon rapporto Medico-Paziente/Paziente-Medico.
L'uomo è imperfetto, ma questo non deve essere un alibi per accettare l'errore. In tutte le attività di servizio, ed in particolare in quelle “sensibili” come la chirurgia del naso, deve tendere alla perfezione, impegnarsi al massimo per minimizzare le possibilità di errore. Tutto ciò può essere riassunto in una parola con la “P” maiuscola: la Professionalità.
Gottarelli ha scelto con forza e convinzione la Professionalità, consapevole che questa parola significa tante cose, tutte importanti e tutte unite l'una all'altra: preparazione teorico-pratica, forma psico-fisica, attenzione, buon senso, logica, aggiornamento professionale, controlli periodici in progress, controllo del pregresso, con autocritica per poter migliorare il servizio. Gottarelli è inoltre convinto che il chirurgo, primo operatore, abbia il ruolo di comandante responsabile di tutto il lavoro dell'equipe e debba perciò vigilare anche sui comportamenti dei singoli componenti della squadra. Il tutto nell'ottica del miglioramento continuo delle prestazioni per il bene del Paziente.
L'approccio di Gottarelli alla chirurgia nasale è unico e volto a garantire i più alti parametri di sicurezza in ogni fase. Rifacendosi alla sicurezza in aeronautica, Gottarelli lavora su tre binari:
1 – il fattore umano
2 – la catena
3 – la ridondanza
Prima di entrare nel dettaglio di ognuna delle tre voci, va tenuta in considerazione l'importanza delle tre fasi temporali dell'intervento, ovvero:
1 – la fase pre-operatoria
2 – la fase operatoria, che si divide in fase anestesiologica e fase chirurgica
3 – la fase post-operatoria
Agendo su ogni fase secondo i parametri di sicurezza citati, Gottarelli porta la chirurgia nasale verso l'ambizioso obiettivo dell'errore zero.
La chirurgia funzionale ed estetica del naso e dei seni paranasali è notoriamente delicata e difficile e, proprio laddove si deve praticare una attività difficile, è indispensabile usare protocolli operativi e di sicurezza molto sofisticati, in modo da rendere l'attività non solo sicura, ma anche più prevedibile nel risultato e con le minori complicazioni possibili. La chirurgia, come tutta la medicina, fa parte delle scienze inesatte e perciò vale il detto che “vince chi sbaglia di meno”. Le scienze esatte sono la logica e la matematica, pertanto il chirurgo dovrà usare logica, algoritmi matematici ed aggiungere una gran dose di buon senso, con l'obbiettivo di dare ai Pazienti un intervento sicuro e prevedibile nei risultati, senza complicazioni e senza grossi disagi, così da riprendere la normale vita nel minor tempo possibile.
La chirurgia fa parte di quelle attività definite “sensibili” per le loro peculiarità di rischio: volare ad esempio è rischioso, ma grazie ad una serie di precauzioni, procedure e controlli è diventata una delle attività meno pericolose; lo è infatti meno dei lavori domestici per una massaia o di tante comuni attività sportive. Un intervento chirurgico fra i più complessi ed articolati come quello nasale impone di rendere altrettanto sicura l'attività chirurgica. In questa direzione è da sempre volto, con il massimo impegno, Paolo Gottarelli.
Diversi casi risultano apparentemente semplici perché il paziente svia il chirurgo dicendo che il suo problema è magari la sola gibbosità del dorso o la sola punta grossa. Anche in queste situazioni il pericolo è di creare sproporzioni fra la nuova punta (più piccola e stretta) ed il dorso rimasto largo, o viceversa il dorso si è abbassato e ristretto mettendo in evidenza una punta che ora appare troppo larga. Pertanto è indispensabile un'analisi morfologica completa nell'ambito della migliore armonia possibile fra le varie componenti del naso. Anche in casi apparentemente facili e semplici l'approccio aperto alla rinoplastica globale di Paolo Gottarelli consente la migliore integrazione forma-funzione, senza dolore e senza tamponi.
La complessità anatomica del naso consente di affermare che non esistono casi semplici in chirurgia nasale. Spesso il caso appare semplice ma l'esecuzione di una TAC – Tomografia Assiale Computerizzata dei seni paranasali evidenzia un problema che il paziente spesso non conosce o non avverte. Se una persona è portatrice di un'alterazione anatomico-funzionale fin dall'età infantile, non può avere memoria di un tipo di respirazione diversa e pertanto dirà di respirare bene, fuorviando il chirurgo. Queste affermazioni vanno valutate con cautela e soprattutto nei casi a sola finalità estetica, Gottarelli fa eseguire sempre una T.A.C. dei seni paranasali e controlla l'anatomia. Anche una richiesta apparentemente semplice di riduzione delle dimensioni del naso può portare ad un restringimento della valvola nasale interna ed esterna: proprio allora si renderà manifesta la sintomatologia di una ignorata deviazione settale con ipertrofia di uno o entrambi i turbinati inferiori.
I casi secondari, ovvero di secondo intervento chirurgico, sono notoriamente i più difficili. A seguito di un intervento primario non si è raggiunta l'armonia delle forme desiderate, o anche la respirazione è rimasta insufficiente, il setto non è stato trattato correttamente, i turbinati sono rimasti o ritornati ipertrofici eccetera. Appare allora evidente che una tecnica che consenta una migliore precisione esecutiva, dovuta ad una più ampia esposizione delle strutture anatomiche, permetterà di irrobustire anziché indebolire i punti critici del naso, mettendo al riparo dai casi secondari. L'approccio aperto è perciò indicato nelle rinoplastiche primarie per evitare le rinoplastiche secondarie.
La demarcazione fra rinoplastica globale aperta e chiusa è profondamente sbagliata. Eseguire una rinoplastica, che è l'intervento più complesso in assoluto, non può essere ridotto alla dizione “Rinoplastica chiusa” o “Rinoplastica aperta”. La differenza la fanno i contenuti che ciascun chirurgo introduce nel proprio intervento, attraverso una via di accesso oppure un'altra. Per fare un paragone, parlare di rinoplastica chiusa ed aperta è come affermare “ho acquistato un'automobile”, senza specificare modello, cilindrata, alimentazione… Nelle mani di Paolo Gottarelli, la rinoplastica globale con approccio aperto “lavora” da anni ed anni come una meravigliosa auto di gran marca e di grossa cilindrata. Bisogna conoscerla e saperla portare senza abusare delle prestazioni esagerate che è in grado di dare perchè gli eccessi vengono puniti.
La rinoplastica globale è funzionale ed estetica (nel senso di armonia di forme) al tempo stesso,
cura i rapporti di forma fra la punta ed il dorso nasale così come quelli fra il setto, la valvola ed i turbinati.
Si è prefissa l'abolizione del dolore e dei tamponi nel postoperatorio e dopo circa 3.500 turbinoplastiche e quasi 1.800 rinosettoplastiche globali eseguite, Gottarelli conferma che vi è riuscita.
La riduzione dei turbinati inferiori viene effettuata da Gottarelli secondo la sua speciale metodica M.I.T. Modified Inferior Turbinoplasty, che in soli sette minuti garantisce risultati efficaci e duraturi. Accanto alla M.I.T. il naso va corretto attraverso la regolarizzazione e centralizzazione della piramide nasale.
Anche questa manovra è eseguita da Gottarelli nel modo meno traumatico, più conservativo e rispettoso dell'anatomia. Se le ossa nasali sono fuori asse, per raddrizzarle vanno mobilizzate, ma non troppo per il rischio di restringere eccessivamente il dorso del naso.
Tutto questo si può ottenere usando una metodica che Gottarelli apprese nel 1986 direttamente dal Maestro della chirurgia plastica Fernando Ortiz Monasterio. Si tratta della tecnica percutanea di frattura a legno verde con micro osteotomi da 2 mm, che permette di ottenere quanto richiesto senza cicatrici e senza il traumatismo creato dai normali osteotomi da 4 mm per eseguire quelle fratture complete delle ossa nasali che più difficilmente possono essere controllate nel nuovo posizionamento a causa della eccessiva loro mobilizzazione.
Utilizzando la rinoplastica globale di Paolo Gottarelli, il difficile intervento di ricostruzione nasale è stato portato a livelli di grande prevedibilità di risultato, senza dolore post-operatorio, senza l'applicazione di tamponi, con un ricovero brevissimo ed in tutta sicurezza. La rinoplastica globale, per la sua versatilità e per la forza che presenta, grazie al largo uso di autoinnesti cartilaginei che vanno a rinforzare il naso dove è deviato e più debole, rappresenta quanto di meglio oggi si possa fare per curare il naso.
Anche la medicazione post-operatoria, con i cerottini sul dorso coperti da una piccola doccetta di materiale plastico, viene mantenuta per gli stessi sette giorni di una normale rinoplastica. Questo avviene ancora grazie a piccoli dispositivi cartilaginei di sostegno, che impediscono alla cicatrice di ritornare alle pregresse deviazioni.
Il trattamento chirurgico del naso post-traumatico è complesso, perché ci troviamo di fronte all'alterazione e dislocazione di gran parte delle parti anatomiche che compongono il naso esterno ed interno.
La piramide nasale è spesso deviata da una parte e la punta dall'altra, la linea del dorso presenta un andamento scoliotico, le cartilagini laterali da una parte sono collassate e così pure le cartilagini della punta.
La dislocazione e lussazione della parte più prominente del setto cartilagineo, crea il collasso della punta ed una apertura narinale risulterà molto più ristretta dell'altra. All'interno delle coane, attraverso la rinoscopia anteriore o un più approfondito esame endoscopico, troveremo il setto nasale cartilagineo ed osseo deviati in uno o più punti. Immancabile sarà poi l'ipertrofia di uno solo dei due turbinati se il trauma è recente o di tutti e due per i casi inveterati. Questo produce in tanti pazienti una dipendenza dall'applicazione di spray vasocostrittori, che sono l'unica arma per “sgonfiare “ i turbinati intasati di sangue e fare passare un po' d'aria.
Il trattamento del naso post-traumatico è estremamente delicato e richiede un armamentario tecnico – professionale notevolissimo. La prima falsa affermazione da sfatare è quella che la parte chirurgica funzionale vada separata da quella estetica. Niente di più falso! La chirurgia funzionale non può mai essere separata dalla chirurgia estetica e parlare di estetica non è appropriato, perché è più giusto parlare di forma o meglio di eumorfia, ovvero normalità e naturalezza di forme.
La grande svolta della Modified Inferior Turbinoplasty è rappresentata dal fatto che, grazie alla precisione dell'intervento, è stata pressocchè abolita la formazione di sinochie cicatriziali (parti cicatriziali tra la parete del setto ed il turbinato) stenosanti le coane, ed è stato ridotto quasi a zero il rischio di emorragie ed in particolare sono stati aboliti i tamponamenti endonasali. Alla creazione della M.I.T. di Gottarelli ha contribuito moltissimo l‘approccio aperto secondo Tebbetts, introdotto per primo in Italia proprio dallo stesso Gottarelli. Fra le tante potenzialità che dà l'approccio aperto, vi è infatti anche quello di un controllo preciso delle strutture anatomiche profonde, quale è il turbinato inferiore. La M.I.T. è comunque attuabile mediante endoscopia anche in approccio chirurgico chiuso.
Il primo chirurgo a introdurre la turbinoplastica inferiore è stato Cottle, che ha proposto un tipo di decompressione del turbinato inferiore nella sua componente ossea e cavernosa (il tessuto che sta tra la mucosa esterna e l'osso), mediante un'incisione verticale sulla testa del turbinato. Gottarelli nel 1997 ha ampliato ulteriormente le potenzialità di questa tecnica, proponendo un'incisione longitudinale dalla testa alla coda del turbinato inferiore, cui fa seguito la decompressione osteo cavernosa con riduzione pure della mucosa espansa. La metodica, cui ha dato il nome di M.I.T. - Modified Inferior Turbinoplasty, viene poi conclusa con una totale ricostruzione mediante sutura dei lembi in materiale riassorbibile. La metodica consta di sette distinti passaggi chirurgici ed ha una durata di circa sette minuti per parte.
Da tutti i chirurghi è riconosciuta la superiorità della turbinoplastica rispetto alle più semplici turbinotomie ed a tutte le più semplici manovre volte con gli strumenti più svariati a ridurre le solo componenti molli attraverso l'applicazione di calore diretto od attraverso fototermolisi laser. Tutte queste semplici e rapide metodiche mostrano però il fianco molto precocemente e cioè fra i sei e i dodici mesi. Questo avviene perché un tessuto mucoso resecato o comunque trattato mediante stimolo termico, risponde già nel medio periodo con una iperplasia secondaria. In parodontologia, che è una branca dell'odontoiatria che si occupa delle cure dell'apparato di sostegno del dente e quindi soprattutto della salute delle gengive, da anni è stato abbandonato l'uso delle radiofrequenze e dell'elettrobisturi nel rimodellamento gengivale.
Questo è avvenuto proprio perché la recidiva della ipertrofia gengivale era la regola. In parodontologia pertanto si è tornati ad interventi correttivi mediante taglio freddo con lama da bisturi.
Per chi si occupa di chirurgia nasale in generale, l'ipertrofia dei turbinati inferiori ha sempre rappresentato un grande problema. Già nel 1952 il chirurgo americano House poneva l'attenzione nel fatto che l'ipertrofia del turbinato inferiore era quasi sempre accompagnata dall'aumento delle dimensioni del cornetto inferiore osseo. Gottarelli ha attribuito questo aumento di dimensioni a due fattori; il primo riguardante gli aumentati processi metabolici a carico delle parti molli ipertrofiche dovute ad un aumentato flusso ematico e relativa angiogenesi. Il secondo legato a fattori meccanici di osteodistorsione essendo infatti l'osso del cornetto inferiore, un osso molto elastico, trabecolato ed anche naturalmente vascolarizzato, la “riparazione” delle pareti molli verso la parete settale, crea una sorta di trazione per l'osso che tende ad allungarsi e ad ingrandirsi. Da tutto ciò deriva l'assoluta necessità di che una buona correzione dei turbinati inferiori ipertrofici, riguardi anche il cornetto osseo.
Il Metodo Gottarelli ottiene risultati eccezionali, senza tamponi e senza dolore. Lo provano le oltre 3.500 turbinoplastiche e le quasi 2.000 rinoplastiche globali eseguite con successo dal 1997. Il ricovero avviene in struttura ospedaliera di prima fascia e non raggiunge le 24 ore. Al termine dell'intervento, che dura mediamente 60-90 minuti, il Paziente porterà dei cerottini ed uno splint di plastica per 7 giorni e l'attività lavorativa potrà riprendere già dal terzo giorno. Le attività sportive riprenderanno dopo sette giorni, mentre il naso sarà solido come prima dopo circa 1 mese. Sono consigliati lavaggi endonasali con soluzione salina.
Una volta eseguito il progetto d'intervento plastico al naso accettato dal Paziente, si procede nella sua esecuzione. Il risultato dovrà essere un naso con il requisito indispensabile della naturalezza. Un naso è naturale e non mostra le tipiche stigmate della rinoplastica quando il rapporto dimensionale fra punta e dorso risulta ottimale, rispettando altresì i valori normali degli angoli che il naso forma con la fronte e con il labbro superiore. In particolare poi ciò deriverà dal migliore, nuovo equilibrio creatosi fra le tre parti del naso cioè: la parte ossea superiore, la parte intermedia cartilaginea (che connette la punta nasale al dorso osseo composta dalle cartilagini laterali) e la punta nasale con le sue cartilagini alari. Quando un paziente richiede una “limatina” del dorso troppo alto non sa di chiedere un intervento peggiorativo. Una struttura solida, infatti, se viene abbassata mostra come effetto ottico un suo allungamento e quindi una perdita di naturalezza. Il naso è come un grande “puzzle”: se ne viene rimpicciolito anche un solo tassello, anche gli altri si sposteranno, quindi i rimodellamenti dovranno avvenire sempre nel rispetto di una visione globale del viso e del naso stesso.
Il recupero funzionale del naso non può essere disgiunto dalla parte morfologica ed estetica. Coloro che desiderano e chiedono un intervento correttivo estetico devono tenere presente che in genere, nel naso primario (cioè mai operato), è una rinoplastica riduttiva. Ad una riduzione delle dimensioni del naso può perciò corrispondere una riduzione della funzionalità. Eventuali alterazioni anatomiche preesistenti (di setto, valvola, turbinati) passate inosservate, potrebbero manifestarsi dopo un intervento estetico, creando un deficit funzionale. Tutto ciò va evitato categoricamente ed è per questo che è necessario ed indispensabile che chi opera il naso lo sappia trattare e curare sotto ogni aspetto, anche sotto il profilo della chirurgia dei seni paranasali.
Per ridurre contemporaneamente tutte e tre le componenti anatomiche del turbinato ipertrofico e non cauterizzare o “laserizzare” le sole parti molli è nata la turbinoplastica, la cui supremazia terapeutica rispetto alle altre metodiche più sbrigative e parziali è universalmente riconosciuta. Proprio il dottor Cottle mise a punto una prima valida tecnica a riguardo. La Modified Inferior Turbinoplasty di Paolo Gottarelli rappresenta l'evoluzione della tecnica di Cottle, permettendo però una più ampia visualizzazione del cornetto inferiore osseo e soprattutto suturando (con filo riassorbibile) il turbinato rimpicciolito, col vantaggio di evitare emorragie ed il temuto e doloroso tamponamento interno.
Nella respirazione, l'aria deve entrare dal naso e non dalla bocca perché deve essere filtrata, riscaldata ed umidificata. I turbinati inferiori hanno l'indispensabile funzione di creare una resistenza all'entrata dell'aria. Quando vi sono alterazione del setto o della valvola o fenomeni allergici, i turbinati inferiori si ipertrofizzano in tutte e tre le loro componenti anatomiche che sono l'osso (cornetto inferiore), il tessuto cavernoso e le mucose. Tutto ciò è stato ampiamente descritto, soprattutto per quanto concerne l'ipertrofia ossea, da due giganti dell'otorinolaringoiatria mondiale di nome House e Cottle.
Quante persone vediamo portare un cerottino sul naso? Ebbene, costoro hanno la necessità di divaricare le cartilagini laterali del naso dalla membrana cartilaginea del setto, posta verticalmente. Il medesimo effetto può essere ottenuto semplicemente ed in modo permanente interponendo fra la membrana del setto e le cartilagini laterali del naso dei piccoli frammenti cartilaginei, aventi la funzione di divaricazione, così come fa il cerottino mettendo in trazione la pelle (effetto molla).
Per ottenere un setto nasale il più possibile in asse e per mantenercelo, la tecnica di Cottle tanto utilizzata risulta superata dai moderni concetti strutturali e dalla possibilità di raddrizzare e stabilizzare il setto (cartilagineo in particolare), senza bisogno di rimuoverlo completamente dalla sua sede. Questa manovra infatti pone il rischio di un suo scivolamento in basso nel postoperatorio, alterando il profilo del dorso nasale (insellamento) e togliendo sostegno alla punta, che può collassare. Quando poi le deviazioni del setto cartilagineo sono più gravi, si ricorrerà all’innesto di piccole barrette cartilaginee od ossee prelevate dal setto stesso, con la medesima finalità del giardiniere che, per far stare dritta una pianta, la lega ad un bastone che le fa da tutore!
Sulla base della diagnostica e del progetto impostato con il Paziente, l’intervento avrà l’obiettivo di creare un naso dove il setto nasale sia in asse, dove la valvola nasale funzioni al meglio e dove i turbinati inferiori abbiano le giuste dimensioni. Queste tre strutture anatomiche devono infatti essere nelle migliori condizioni. Da queste necessità deriva l’imperativo categorico di correggere chirurgicamente senza dolore e senza l’uso di tamponi le tre strutture anatomiche citate. La buona riuscita di un intervento deriva dalla meticolosità esecutiva delle metodiche adottate. Al contrario si avranno dolore, recidive ed insoddisfazione del Paziente.
Un importante passaggio diagnostico prima di un intervento al naso riguarda l’analisi morfologica della piramide nasale, sotto il duplice profilo delle alterazioni anatomiche rispetto alla normalità ed anche dei desideri di eventuale cambiamento che il Paziente può desiderare. Sotto questo profilo, si deve a Paolo Gottarelli la creazione, per primo nel 1991, di una metodica presentata in anteprima in Aula Magna dell’Università di Perugia, al Congresso Italiano della Società di Chirurgia Plastica tenutosi sempre a Perugia nel 1996. Tale metodica prevede un rapporto diretto con il Paziente davanti al monitor del computer, visualizzando gradualmente le modifiche richieste e saggiando quindi immediatamente le sensazioni e le risposte emotive dell’interessato/a. Utilizzando questa metodica, puramente virtuale e quindi non fraintendibile con il vedere in anteprima il risultato finale, Paolo Gottarelli ha registrato un 90% di persone che si dichiarano più soddisfatte del risultato reale postoperatorio rispetto a quello virtuale simulato al computer. Questo apparente miracolo, che miracolo non è, avviene per due motivi: il primo è che viene utilizzato il programma di fotoritocco non al 100% delle sue possibilità, ma cercando di mantenere un margine operativo, mentre il secondo è dato dall’enorme forza della Rinoplastica Globale.
La forza del Metodo Gottarelli è quella di considerare e curare il naso nella sua interezza, nel pieno rispetto della funzione e della forma che sono legate in modo indissolubile, al punto che non si parla più di interventi funzionali od estetici, bensì di Rinoplastica Globale. Il primo e più importante passaggio in medicina e chirurgia è quello della diagnosi. In Rinoplastica Globale la diagnosi è funzional-estetica: pertanto non si potrà prescindere dalla esecuzione di una TAC - Tomografia Assiale Computerizzata dei seni paranasali. Questo è l’unico esame strumentale (non invasivo) in grado di dare tutte le informazioni riguardo eventuali alterazioni anatomiche non solo del naso (setto, turbinati), ma anche dei seni paranasali (sinusiti, poliposi, occlusione degli ostii naturali…).
Gran parte della popolazione soffre di disturbi respiratori nasali e delle complicazioni che una cattiva respirazione nasale può comportare (faringiti, raffreddori frequenti, apnee notturne, russamento, cefalee, sinusiti, allergie…) . Molte persone hanno sviluppato una dipendenza dagli spray nasali vasocostrittori, senza i quali le fosse nasali risultano occupate dai soli turbinati inferiori ipertrofici. L’obiettivo di Paolo Gottarelli è sempre stato quello di poter risolvere questi problemi definitivamente, senza dolore e senza tamponi endonasali. A seguito di incidenti sportivi, Gottarelli ha provato personalmente la “gioia” dei tamponi interni, trovando l’esperienza, tuttavia di stimolo alla creazione di un metodo che fosse allo stesso tempo efficace, duraturo e ben sopportabile da parte del Paziente. Un metodo che si basa sulla maniacale e precisa applicazione integrata di tre tecniche, che sono la Rinoplastica Strutturale di Dean Toriumi, la Rinoplastica Vettoriale della Punta di John Tebbetts e la Turbinoplastica Inferiore ideata da Paolo Gottarelli.
I turbinati inferiori sono i cosiddetti “climatizzatori d'aria” del naso, con la funzione di rallentare la velocità dell'aria per poi scaldarla ed umidificarla. Sono strutture piuttosto grandi: 4 – 7 cm di lunghezza e circa 2 cm di larghezza. Si compongono di una struttura madre di tessuto osseo molto trabecolato e sanguificato, coperto poi da tessuto muco-cavernoso. La Modified Inferior Turbinoplasty di Paolo Gottarelli riduce efficacemente l'ipertrofia dei turbinati in soli sette minuti.
Il naso può essere diviso in tre parti: quella inferiore è rappresentata dalle ossa nasali, quella intermedia dalle cartilagini laterali o triangolari e quella inferiore dalle cartilagini alari che modellano e sostengono la punta del naso. La valvola nasale è invece una delicata componente anatomica che, quando si usa il cerottino nasale, viene dilatata attraverso il sollevamento della pelle in corrispondenza delle cartilagini laterali o triangolari del naso, che rappresentano la parte intermedia del naso. L'intervento corregge chirurgicamente la funzionalità della valvola, ripristinando una corretta ossigenazione.
Per evitare l'insorgere di sinusiti e altri disturbi, è importante che il setto cartilagineo (la parte più prominente) e quello osseo (più posteriore) siano il più possibile in asse. Le deviazioni del setto nasale, oltre a provocare un restringimento di una delle due fosse nasali (coane), portano alla cosiddetta ipertrofia compensatoria del turbinato inferiore della parte opposta a quella deviata. Tale meccanismo di compensazione ha l'obiettivo di rallentare l'aria che entra troppo velocemente, e che quindi è troppo fredda, dalla parte diventata più ampia. Il risultato paradossale di questo meccanismo di compensi è l'ulteriore peggioramento della respirazione, soprattutto la notte, quando il turbinato inferiore ingrandito si riempie maggiormente di sangue ostruendo la coana interessata. La correzione chirurgica del setto compiuta da Paolo Gottarelli avviene senza tamponi e senza dolore, con risultati stabili nel tempo.
Il naso che respira e che comunemente si ritiene essere semplicemente la parte anatomica che sta sopra la bocca, fra le guance ed ai lati degli occhi, è solo una parte dello stesso e cioè il naso esterno. Esiste poi il naso interno e tutta quella serie di cavità, più o meno grandi e comunicanti fra loro, che sono i seni paranasali. Quando la mucosa che riveste queste cavità si infiamma, si parla di sinusiti (mascellari, frontali, eccetera).
Perché il naso respiri bene è necessario avere nella normalità almeno tre parti anatomiche:
1. Il setto nasale
2. La valvola nasale
3. I turbinati inferiori.
A queste tre strutture anatomiche ne va aggiunta una quarta, che entra in gioco molto più di rado e che riguarda la salute dei seni paranasali, una serie di cavità in contiguità e continuità col naso.
La M.I.T. di Paolo Gottarelli, Modified Inferior Turbinoplasty, è l'innovativa metodica di riduzione a freddo dei turbinati inferiori che garantisce risultati efficaci e duraturi. Il turbinato inferiore è composto di tre parti, come un frutto di albicocca dove il cornetto osseo corrisponde al nocciolo, il tessuto cavernoso alla polpa e la mucosa alla buccia.
Ci sono alcuni aspetti meno noti, legati ai disturbi respiratori, che fanno pare della vita quotidiana. Una cattiva ossigenazione nasale porta inevitabilmente ad una difficoltà di concentrazione e di applicazione, a più facili sonnolenze durante il giorno, dovute anche al fatto che chi soffre di gravi disturbi respiratori nasali ha una qualità del sonno peggiore, che incide poi di riflesso sul rendimento durante la giornata.
Ed ancora, un flash sulla deglutizione e sul bere, meccanismi automatici che vengono condizionati dal naso chiuso. Recentemente un caso ancora più particolare ed eclatante: una ragazza che ha scoperto le difficoltà di un bacio prolungato proprio a causa di una deviazione settale che limitava la respirazione nasale. Tutti questi disturbi trovano oggi soluzione attraverso il Metodo Gottarelli di chirurgia nasale, senza tamponi e senza dolore.
Quante persone praticano lo sport accusando disturbi nasali che, oltre a limitare le prestazioni, li espongono a frequenti raffreddori e bronchiti. Senza parlare poi delle difficoltà di “compensazione” per i subacquei e si potrebbero citare ancora decine di altri esempi. Il metodo Gottarelli garantisce il massimo recupero di efficienza respiratoria in poche settimane, l'ideale per atleti professionisti che richiedono allenamenti continui.
Un aspetto importante dei disturbi respiratori riguarda la salute del bambino, cha a volte viene definito impropriamente allergico quando invece andrebbe visitato dallo specialista per problemi, poniamo, di deviazione del setto o già di ipertrofia dei turbinati inferiori. E non è assolutamente vero che, in casi selezionati, il bambino non possa essere operato al naso. Del resto, in ogni specializzazione esiste la chirurgia infantile, che è una chirurgia molto rispettosa dei così detti centri di accrescimento e che quindi ha delle specifiche peculiarità rispetto alla chirurgia dell'adulto. Una corretta respirazione favorisce il miglior sviluppo del bambino, ed è quanto Gottarelli è impegnato a garantire.
E' noto come coloro che respirano con la sola bocca, sviluppano oltre che maggiori patologie flogistiche delle prime vie aeree, anche gravi disturbi bronchiali, polmonari ed a volte cardiaci. Sappiamo di quanti disturbi notturni affliggono una enormità di persone: dalla banale roncopatia (russamento) alle ben più gravi apnee notturne oppure persino a quelle persone che diventano schiave e letteralmente dipendenti dei vasocostrittori nasali (che sono per loro l'unico modo per decongestionare i turbinati inferiori ipertrofici) e che nel tempo sviluppano alterazioni delle mucose del naso od addirittura ipertensione sanguigna. Per queste persone la M.I.T. di Paolo Gottarelli, Modified Inferior Turbinoplasty, ha risolto in modo definitivo il problema.
Se si può stare quaranta giorni senza mangiare e quattro giorni senza bere, senza respirare si può stare al massimo quattro minuti e questo la dice lunga riguardo la possibilità e l'importanza della respirazione. La respirazione corretta è quella che porta l'aria ad essere rallentata, filtrata, riscaldata ed umidificata dal naso. Giova sottolineare l'importanza e la necessità delle respirazione, proprio per non sottoporre i bronchi e gli alveoli polmonari, ad un eccessivo ed improvviso carico d'aria. Il naso, nella sua straordinaria complessità di strutture in pochi centimetri quadrati, è da decenni la specializzazione di Paolo Gottarelli, che gli ha dedicato la propria vita e professione, animato e stimolato dalla soddisfazione dei suoi Pazienti.
Di questi tempi si parla tanto di stare bene e di forma fisica, ma ancora troppa poca attenzione viene data alle due funzioni vitali di maggiore importanza per la salute, ovvero: l'alimentazione e la respirazione.
E' ormai acclarato che dal come si mangia e dal cosa si respira, dipendono gran parte delle malattie, comprese quelle tumorali. Il motivo è dato dal fatto che il nostro “fenotipo”, ovvero la parte mutante e variabile del nostro DNA, rappresenta la gran parte del DNA stesso ed è fortemente condizionato dalle nostre abitudini di vita. Le più moderne interpretazioni delle terapie dei tumori maligni riprendono proprio la possibilità di correggere le variazioni del DNA riparando quelle catene proteiche che sono state alterate. Sta prevalendo pertanto il concetto di reversibilità anche per la malattia tumorale.