La falsificazione
della bellezza

La falsificazione
della bellezza

Relazione presentata
al Rotary Club
Distretto 2072


…La Bellezza salverà il mondo!
Questa è l’ottimistica frase che metto subito in contrapposizione con la parola “falsificazione” presente nel titolo. In effetti, viviamo in un mondo dove la falsificazione è diventata la regola e questo avviene in tutti i campi compreso naturalmente il mio settore medico specialistico che, partendo dalle meraviglie di potere ricreare, ripristinare, ricostruire una parte esterna del nostro corpo mutilato è spesso “imbastardita” dall’eseguire modifiche assolutamente inutili che alterano poi quella che gli Anatomi definiscono la “norma anatomica”. L’idolo denaro, la mancanza di formazione e di cultura, sia da parte degli “utenti“ che degli erogatori del servizio, hanno creato un nuovo tipo di società e di costumi, portando a volte alla creazione di immagini di persone non più umane ma artificialmente “ibridate”!

Questo fenomeno gravissimo non riguarda soltanto la cosiddetta chirurgia estetica ma anche l’uomo in genere. Donne metà uomini, uomini femminielli, famiglie non più basate su un uomo padre ed una donna madre, ecc., ecc., ecc.. Gli esempi potrebbero essere tanti ancora e mi viene in mente un’immagine di animali, uccelli o piante o della natura in generale, che ci guarda dall’alto della sua perfezione dovuta proprio alla difesa ed al mantenimento delle peculiarità tipiche di ogni singola specie e pensa: ma cosa stanno facendo questi uomini? Che sia forse meglio non avere una grande intelligenza ed il libero arbitrio?

Domanda legittima, ma la storia dell’uomo e la sua vocazione a superare ogni limite (anche negativo) rappresentano la chiave del suo riscatto finale quando le scritture di San Giovanni avranno trovato la loro conferma nell’Apocalisse!

Per quanto concerne il mio modo di non uniformarmi a questi modelli certamente negativi, dopo sedici anni di ospedale in un reparto di chirurgia plastica ricostruttiva ed altri quindici d’insegnamento universitario nella branca della chirurgia nasale funzionale e morfologica, nel 1992 decisi di riappropriarmi completamente della mia professione medica, eliminando quasi totalmente la chirurgia estetica voluttuaria dalla mia attività quotidiana. Salvo in casi particolari e selezionati non si dovrebbe intervenire in quanto queste terapie sono espressione non di libertà ma bensì di sudditanza del Paziente a stereotipi e mode esclusivamente consumistiche e prive di fondamento medico. Così, da anni mi occupo di respirazione nasale e del come ripristinarla. Quando è necessario con la chirurgia.

Ho ideato una tecnica indolore e senza uso di tamponi post operatori, che consente di liberare le persone dalla dipendenza degli spray nasali, di dimezzare ed annullare i sintomi di certe allergie, di eliminare le sindromi che vedono molte persone addormentarsi di giorno per mancanza del necessario riposo dato dal sonno notturno. Ho così avuto la conferma che per chi non respira, la cosa più bella è ripristinare la respirazione e quando ciò avviene in un naso, che per motivi estetici è stato snaturato nella sua funzione, ciò è quanto di più bello possa esistere sia per il Paziente che per me. La bellezza salverà il mondo e noi tutti dobbiamo lottare per preservarla dagli attacchi demoniaci di chi vuole portarci al di fuori della retta via, così fauna e flora ci rispetteranno e non rideranno più di noi!

Le considerazioni finali di questo breve excursus, che credo ricco di contenuti, adatti a stimolare discussioni che esulano dalle particolarità di questa medicina e chirurgia specialistica e che riassumono nello specifico quanto avviene in tanti altri campi della società e che rappresentano molto bene come il mondo si sia “evoluto” (!?) verso una sempre maggiore ricerca dell’apparire più che dell’essere, del parlare più che del fare. Con un manipolo di scaltri furboni, io li chiamo demoni, che ci fanno prima luccicare chimere e poi ci condizionano secondo il loro volere. Il lavoro quotidiano delle persone con valori etici e morali dovrà quindi essere orientato al recupero del bene comune che ancora una volta non può, né potrà essere rappresentato dalla sfrenata corsa verso quella pseudolibertà d’azione che col motto del tutto è concesso, ci porta sempre di più verso il totale isolamento, sprofondandoci nel male più profondo della nostra società che è la solitudine con la successiva fase depressiva. Non si meraviglino i lettori di questo genere di parole da parte di un tecnico!

Vi parla il senno e l’esperienza di un Medico, pure tecnologico, di soli 63 anni che col passare degli anni ha capito che la antica laurea in medicina e filosofia era molto più adatta e formante per quel rapporto delicatissimo che si crea fra Paziente e Medico e che ora rappresenta la lacuna maggiore che affligge la medicina moderna e specializzata. Tutto quello che scrivo non sia inteso come un rifiuto del progresso scientifico ma bensì delle necessità di abbinare e meglio coniugare il pathos Medico-Paziente con le moderne tecnologie.

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…La Bellezza salverà il mondo!
Questa è l’ottimistica frase che metto subito in contrapposizione con la parola “falsificazione” presente nel titolo. In effetti, viviamo in un mondo dove la falsificazione è diventata la regola e questo avviene in tutti i campi compreso naturalmente il mio settore medico specialistico che, partendo dalle meraviglie di potere ricreare, ripristinare, ricostruire una parte esterna del nostro corpo mutilato è spesso “imbastardita” dall’eseguire modifiche assolutamente inutili che alterano poi quella che gli Anatomi definiscono la “norma anatomica”. L’idolo denaro, la mancanza di formazione e di cultura, sia da parte degli “utenti“ che degli erogatori del servizio, hanno creato un nuovo tipo di società e di costumi, portando a volte alla creazione di immagini di persone non più umane ma artificialmente “ibridate”!

Questo fenomeno gravissimo non riguarda soltanto la cosiddetta chirurgia estetica ma anche l’uomo in genere. Donne metà uomini, uomini femminielli, famiglie non più basate su un uomo padre ed una donna madre, ecc., ecc., ecc.. Gli esempi potrebbero essere tanti ancora e mi viene in mente un’immagine di animali, uccelli o piante o della natura in generale, che ci guarda dall’alto della sua perfezione dovuta proprio alla difesa ed al mantenimento delle peculiarità tipiche di ogni singola specie e pensa: ma cosa stanno facendo questi uomini? Che sia forse meglio non avere una grande intelligenza ed il libero arbitrio? Domanda legittima, ma la storia dell’uomo e la sua vocazione a superare ogni limite (anche negativo) rappresentano la chiave del suo riscatto finale quando le scritture di San Giovanni avranno trovato la loro conferma nell’Apocalisse! Per quanto concerne il mio modo di non uniformarmi a questi modelli certamente negativi, dopo sedici anni di ospedale in un reparto di chirurgia plastica ricostruttiva ed altri quindici d’insegnamento universitario nella branca della chirurgia nasale funzionale e morfologica, nel 1992 decisi di riappropriarmi completamente della mia professione medica, eliminando quasi totalmente la chirurgia estetica voluttuaria dalla mia attività quotidiana. Salvo in casi particolari e selezionati non si dovrebbe intervenire in quanto queste terapie sono espressione non di libertà ma bensì di sudditanza del Paziente a stereotipi e mode esclusivamente consumistiche e prive di fondamento medico. Così, da anni mi occupo di respirazione nasale e del come ripristinarla. Quando è necessario con la chirurgia.

Ho ideato una tecnica indolore e senza uso di tamponi post operatori, che consente di liberare le persone dalla dipendenza degli spray nasali, di dimezzare ed annullare i sintomi di certe allergie, di eliminare le sindromi che vedono molte persone addormentarsi di giorno per mancanza del necessario riposo dato dal sonno notturno. Ho così avuto la conferma che per chi non respira, la cosa più bella è ripristinare la respirazione e quando ciò avviene in un naso, che per motivi estetici è stato snaturato nella sua funzione, ciò è quanto di più bello possa esistere sia per il Paziente che per me. La bellezza salverà il mondo e noi tutti dobbiamo lottare per preservarla dagli attacchi demoniaci di chi vuole portarci al di fuori della retta via, così fauna e flora ci rispetteranno e non rideranno più di noi!

Le considerazioni finali di questo breve excursus, che credo ricco di contenuti, adatti a stimolare discussioni che esulano dalle particolarità di questa medicina e chirurgia specialistica e che riassumono nello specifico quanto avviene in tanti altri campi della società e che rappresentano molto bene come il mondo si sia “evoluto” (!?) verso una sempre maggiore ricerca dell’apparire più che dell’essere, del parlare più che del fare. Con un manipolo di scaltri furboni, io li chiamo demoni, che ci fanno prima luccicare chimere e poi ci condizionano secondo il loro volere.

Il lavoro quotidiano delle persone con valori etici e morali dovrà quindi essere orientato al recupero del bene comune che ancora una volta non può, né potrà essere rappresentato dalla sfrenata corsa verso quella pseudolibertà d’azione che col motto del tutto è concesso, ci porta sempre di più verso il totale isolamento, sprofondandoci nel male più profondo della nostra società che è la solitudine con la successiva fase depressiva. Non si meraviglino i lettori di questo genere di parole da parte di un tecnico! Vi parla il senno e l’esperienza di un Medico, pure tecnologico, di soli 63 anni che col passare degli anni ha capito che la antica laurea in medicina e filosofia era molto più adatta e formante per quel rapporto delicatissimo che si crea fra Paziente e Medico e che ora rappresenta la lacuna maggiore che affligge la medicina moderna e specializzata.

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